Di Michel ricordo il volto assai grazioso, i capelli chiari e luminosi, gli occhi azzurri, e l’accento francese della sua parlata. Lui e suo fratello avevano un anno in più e uno in meno di me. Di quando eravamo piccoli ricordo una casa con un giardino dove noi ci divertivamo ad andare in giro con una macchina a pedali. Ron ed io seduti nell’auto, e Michel a spingerci. Destino che tocca sempre ai figli minori…

Un po’ più grandi, quando con mamma ci recavamo in visita a casa loro, ricordo la gentilezza di questi due ragazzi nei confronti della loro mamma. Le scostavano la sedia quando ci sedavamo a tavola, si alzavano in piedi quando lei si alzava, le aprivano la portiera dell’auto, cose d’altri tempi per me che a casa mia subivo i dispetti dei miei fratelli maschi!

ronin-auto

Più avanti nel tempo ci siamo ritrovati durante le vacanze estive con le rispettive famiglie. A quei tempi facevamo vacanza in campeggio, entrambi con le tende a casetta, e le mettavamo una di fronte all’altra creando una sorta di mini-villaggio personale. Andavamo sempre in Toscana, a Castiglione della Pescaia, in un bel campeggio con una grande pineta. Ricordo che dopo pranzo noi ragazzi eravamo incaricati di lavare i piatti e le pentole, mentre i nostri rispettivi padri facevano la pennicchella sotto gli alberi. Complice il vinello fresco che avevano bevuto, si sentiva il loro russare fino ai lavandini comuni. Le risate che ci siamo fatti!

La sera avevamo il permesso, noi “grandi”, di andare fino al villaggio vacanze degli svedesi poco lontano: Riva del Sole mi pare si chiamasse. Lì c’era una sorta di discoteca all’aperto dove i giovani si ritrovavano per ballare e fare amicizia. I miei due cugini si comportavano da perfetti “chaperon”, e quasi mi impedivano di ballare con altri che non fossero loro due. Mi proteggevano come e più avrebbero fatto dei fratelli! Io ne ero lusingata, ovviamente, anche se forse un po’ scocciata, perché se mi piaceva un ragazzo non avevo modo di ballare con lui se prima non passava dai raggi X dei miei cugini!

Con il tempo ci siamo un po’ persi, anche perché vivevamo molto lontani, io a Lugano loro a Basilea. Però il mio affetto per loro è rimasto immutato, e sempre quando mi capitava di essere da quelle parti cercavo di vedermi con loro.

Ora Michel se ne è andato e non tornerà più. E’ il secondo della nostra generazione di cugini che se ne va, pochi mesi fa è toccata alla moglie di un cugino. Ormai è così, siamo noi la generazione più vecchia della famiglia, e dobbiamo prepararci che qualcuno di loro un giorno ci lasci per sempre.

Fino a quando saremo noi quel qualcuno.

 

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