Domenica dopo quasi un anno ho rivisto la mia amica Marina. Il fatto che lei lavori in ufficio tutto il giorno, e che da un paio d’anni ormai abbia un “fidanzato”, limita di molto i nostri incontri.

Ricordo ancora quando la incontrai la prima volta, eravamo invitate al compleanno di un bimbo che frequentava l’asilo con la mia seconda figlia. Lei aveva appena avuto la sua prima bambina, la teneva fra le braccia come una madonna, io invece avevo il pancione, aspettavo il mio terzo figlio. La padrona di casa ci ha presentate, ed una corrente di simpatia è corsa subito fra di noi.
Da lì in poi ci siamo incontrate spesso, la mattina in paese a fare la spesa con le carrozzine, il pomeriggio a passeggiare nel parco, all’ambulatorio pediatrico per i vaccini, cose così. Poi i bimbi sono cresciuti e sono andati all’asilo insieme. Lei ha avuto un secondo figlio, e spesso ci ritrovavamo al pomeriggio per far giocare insieme i nostri bambini.

Ricordo i tanti pomeriggio passati in casa di una o dell’altra, mentre i bambini giocavano noi ci concedevamo thè e pasticcini, torte fatte in casa, chiacchierando di tutto: dei mariti, dei figli, delle incombenze da casalinghe, delle comuni amiche… bei momenti sereni e in piacevole compagnia, interrotti ogni tanto dalle litigate dei bimbi, dai pianti subito sopiti con una carezza e un bacio.

Quando i bimbi sono stati un po’ più grandi e tutti a scuola o all’asilo, ci siamo concesse al mattino un corso di inglese, che ci forniva l’opportunità di fare qualcosa per noi stesse ritagliandoci dello spazio per noi.
Ci siamo aiutate molto anche nella gestione dei bimbi, sole tutte e due, senza nonni o altri parenti vicini, contavamo una sull’altra in caso di urgenza o necessità. Se si temeva di far tardi per qualunque motivo all’uscita da scuola di uno dei nostri bimbi, si avvertiva l’altra che provvedeva a portarselo a casa sua. Per me che ne avevo tre in età molto distanti fra loro, un bell’aiuto davvero!

Con altre amiche comuni un giorno, stanche di vedersi solo per caso pur abitando tutte vicine, abbiamo iniziato a ritrovarci una sera a settimana a casa di una di noi per giocare a carte. Il gioco ovviamente era la scusa per ritrovarsi, ma che belle e divertenti quelle serate! Libere per una volta dalla famiglia, da marito e figli, eravamo libere di parlare di ciò che ci passava per la mente, e le risate che sgorgavano improvvise e libere! Non ci sembrava vero di avere del tempo solo per noi…

Anche dopo, i bimbi cresciuti, quando la vita ci ha messo di fronte a varie difficoltà, ci siamo aiutate a vicenda, diventando una la confidente dell’altra. I dolori di una erano quelli dell’altra, le problematiche simili, e la nostra amicizia diventava ancora più importante.

Poi la vita ci ha portate lontane una dall’altra, ma solo geograficamente, perché l’amicizia è rimasta solida come prima. Ora i nostri figli sono adulti, vivono la loro vita, noi la nostra, ma siamo ancora amiche e rinnoviamo il piacere della nostra amicizia oggi come allora.

 

 

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