Carissima zia,
devi scusarmi se non più ho dato notizie di me per lungo tempo. Ho avuto parecchio da fare in questi mesi per riavviare la mia vita su nuovi binari.

A Natale sono stata in Canada. Non volevo restare qui nel primo anniversario della morte di papà, avevo paura di immalinconirmi invece di godere nelle festività. Così ho pensato di cambiare aria e sono andata a festeggiarlo con Gaia e Sean. Insieme a lui abbiamo preparato i biscotti, secondo la tradizione svizzera, e lui si è goduto molto a mangiare la pasta ancora cruda… proprio come facevano i miei bambini! Volevo che lui avesse una sorta di tradizione con me, la nonna con cui preparare i biscotti a Natale. Non so se potremo farla diventare una tradizione, vista la lontananza, ma almeno ne avrà (forse) il ricordo.

biscotti-con-nonna

 

Il venerdì sera siamo stati tutti alla cena di Shabbat a casa dei genitori di Daniel, che come ricorderai sono ebrei. Era la prima volta che partecipavo anch’io a questa cena, e tutta l’atmosfera mi è piaciuta molto. Gli uomini, compreso il piccolo Sean, si sono coperti il capo con la Kippah, il buffo berrettino che usano portare gli uomini, e la mamma ha acceso delle candele profumate e ha recitato una preghiera in ebraico che ovviamente non ho capito, ripetuta in coro poi dal resto della famiglia. Il padre ha versato del vino dolce e aromatico e tagliato un pane speciale che si cuoce solo per questa cerimonia. Alla fine della preghiera abbiamo avuto tutti un pezzetto di questo pane e abbiamo bevuto il vino.
Poi si è dato il via alla cena vera e propria.

Avevo un po’ di difficoltà a conversare normalmente per via dell’inglese, io non lo parlo tanto bene e faccio fatica a comprenderlo. Però vicino a me si era seduto il fratello della mia consuocera, che adora parlare in francese, così che io e lui potevamo conversare in questa lingua. Anzi, lui mi ha detto di essere molto felice della mia presenza, per avere modo finalmente di poter parlare in francese! Molti anni fa aveva vissuto a Parigi con il suo compagno (è gay) che ha amato molto. Così il parlare francese per lui ha il significato del ricordo di quel periodo e di quella persona amata.

Verso la fine della vacanza però ci siamo tutti ammalati: prima Daniel, poi Sean, infine Gaia e quando sono ripartita mi sono ammalata io. Già in aereo non mi sentivo molto bene, e arrivata a casa il giorno dopo è partita la febbre. Influenza sai, niente di che, ma poi tosse, raffreddore, tutto il corollario di mali di stagione.
Ora sto bene, la vacanza è ormai un lontano ricordo, rimane la nostalgia del mio piccolino…e di mia figlia lontana. Tu mi capisci, vero?

Cercherò di scriverti più spesso cara zia, ma adesso posso anche telefonarti più facilmente, da qui non mi costa nulla chiamarti.

Per ora però solo un grande abbraccio, Linda

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...