Cara zia,
alla fine ho deciso di rimanere qui a Lugano. Ho meditato a lungo su cosa fare ora, una volta terminato il mio impegno con papà, se tornare a San Gimignano o rivoluzionare nuovamente la mia vita con un altro cambiamento. Da un lato c’era il dispiacere di lasciare questa casa, questo appartamento dove sono cresciuta, anche perché è ancora un bell’appartamento, grande, luminoso, ben posizionato, e poco costoso. Dall’altro c’era il negozio, la ceramica, il lavoro artistico, che però sento di aver concluso. Io sono così, una volta che ho sviscerato ciò che sto elaborando, che l’ho fatto diventare mio, ho bisogno di abbandonarlo e rivolgermi ad altro. Mettermi alla prova su qualcosa di nuovo. Così ora il fare vasi, piatti, sculture mi è diventato così naturale e automatico che non mi diverto più. Se aggiungi a tutto questo il desiderio più che legittimo di riavvicinarmi ai figli, comprenderai bene come la decisione alla fine sia stata quasi automatica.

Ne ho parlato con loro ovviamente, e anche Sergio mi è stato vicino in queste settimane e mi ha aiutato da decidere. Così sono tornata a San Gimignano per chiudere tutto, le mie amiche mi avevano già impacchettato tutte le mie ceramiche svuotando la mia zona nel negozio, Gloria ha deciso di subentrare nel mio appartamento regolarizzando il contratto con Stelio, risolvendomi anche questo problema. Mori mi ha aiutato a fare il trasloco con ilsuo furgone, e io ho portato praticamente solo i gatti, le piante e qualche altro scatolone con me.

Ora sono qui, in questa casa che mi ha visto crescere, dove ovunque c’è ancora il segno di papà. Ma presto si perderà, devono venire gli imbianchini per rinfrescare tutto, così dopo potrò portarci i miei mobili e farla diventare “mia”. Ho bisogno di rompere con il passato anche nella visione degli oggetti, nella disposizione dei mobili, per allontanare lo spettro del passato e fare posto a mio nuovo futuro.

I miei fratelli si sono detti d’accordo che io restassi qui, nella casa dove anche loro hanno dei ricordi. Ci siamo divisi alcuni oggetti che ognuno di noi voleva conservare, ma più che altro abbiamo noi stessi e il passato che condividiamo a tenerci uniti.

Cara zia, ti chiamerò presto, ora però ho bisogno di un po’ di silenzio attorno a me.

Ti abbraccio, Linda

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