carissima zia,
l’altro giorno papà è uscito dalla clinica ed è andato in un’altra struttura convenzionata dove trascorrerà i prossimi quindici giorni in convalescenza. Lì gli faranno un po’ di fisioterapia per rimetterlo in forze, è così debole che quasi non cammina.
Il medico che l’ha in cura in clinica mi ha convocata per fare il punto della situazione. E’ stato molto chiaro, mi ha detto che ormai lui non può più pensare di vivere a casa da solo. Le strade sono due, o lo metto in una casa per anziani, o deve avere qualcuno in casa che badi a lui tutto il tempo. Una badante insomma.
Mi sono rifiutata di pensare alla prima soluzione, ma nemmeno la seconda mi piace, non perché non voglia una persona estranea, né per i costi, figurati. Solo che penso che se deve avere qualcuno che si prenda cura di lui, deve essere qualcuno di noi.
E così ho deciso di restare qui e occuparmene io.

Non so quanto tempo ancora vivrà, i medici non si pronunciano, dicono che potrebbero essere sei mesi come un paio d’anni… chi lo può dire. Così anch’io non faccio programmi ora, so solo che voglio prendermi cura di lui. Non sarei serena vivendo così lontana senza poterlo vedere tutti i giorni o quasi, e sapendolo in mani estranee. E della casa anziani non voglio nemmeno sentirne parlare, significherebbe ucciderlo subito.

Così ora mentre lui è in convalescenza mi sto organizzando. Ho fatto portare via il suo vecchio letto e al suo posto ho preso un letto di quelli da ospedale, con le sponde e la maniglia per aiutarsi a mettersi seduti. Ho preso accordi con la Spitex che mi manda un infermiere una volta alla settimana per fargli la doccia e medicargli eventuali ferite, e una donna che mi aiuti con le pulizie di casa.
Ho preso anche un “carrello” di quelli per camminare, non so come si chiamano, con le ruote al quale lui si può appoggiare e girare per casa tranquillo. Ho tolto i tappeti così che possa muoversi agilmente e senza inciampare. Gli ho anche comprato delle pantofole chiuse, le ciabatte che portava finora non vanno più bene. Quante cose a cui non si pensa quando si sta bene e si è giovani!

L’oncologo gli ha prescritto una chiemioterapia che si fa con medicamenti, delle pastiglie che deve prendere per una decina di giorni, poi sospendere per due settimane e quindi riprendere il ciclo. Meglio così, in questo modo non deve andare lui in ospedale ma può seguire la terapia tranquillo in casa.

Io sono un po’ sopraffatta da tutto questo, ma me la sto cavando. I miei figli mi sono vicini, i fratelli più o meno pure, e le mie amiche sono fantastiche, mi invitano fuori a cena, mi vengono a trovare appena possono, mi telefonano spesso. Sono circondata d’amore!
Anche le ragazze di Pentarte mi sono vicine, non hanno sollevato obiezioni a continuare a coprire anche i miei turni, comprendono la situazione per fortuna. Prima di tornare giù ero passata da Milano in un negozio di cinesi che conosco, dove ho trovato alcune ceramiche molto belle che sembrano fatte a mano. Ne ho acquistare un certo numero e fatte passare per mie… così da avere qualcosa in più da vendere, visto che ormai non riesco a fare più nulla qui. Ma la stagione sta quasi finendo, ormai manca un mese e chiuderemo per l’inverno. Poi si vedrà, deciderò cosa fare a seconda di cosa succederà qui.

Ciao cara, mi è di conforto saperti vicina.
Ti abbraccio, Linda

 

 

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