Carissima zia,
avevi proprio ragione a dirmi di avere cura di me stessa. Anche il medico di papà, che è venuto a visitarlo qualche giorno fa, me l’ha detto. Mi dice che se “mi ammalo io, chi si prenderebbe cura di entrambi”? E ha ragione… Non posso mollare, non ora, non adesso. Però sono veramente tanto stanca, la notte fatico a dormire perché papà con il suo tossire mi tiene sveglia, e ho sempre paura che abbia bisogno di qualcosa così spesso mi alzo per controllarlo.
Ora passa quasi tutto il suo tempo a letto, anche se cerchiamo di farlo alzare il più possibile anche per la circolazione. Lo obbligo ad alzarsi per il pranzo e la cena, poi lo porto in salotto nella sua poltrona e gli accendo la tv, ma quando torno a controllare spesso lo trovo appisolato sulla poltrona. Mi fa una pena!
Altre volte mi guarda con i suoi occhi dolci e mi dice “portami a letto…” Una preghiera che fatico a non esaudire…
Gli ho fatto smettere la chemioterapia, non serviva a nulla, forse gli avrebbe allungato la vita di qualche settimana, un mese, ma per farlo soffrire così ogni volta che prendeva le pastiglie no, non me la sentivo più. Ne ho parlato con l’oncologo e alla fine si è detto d’accordo. Lo abbiamo lasciato in pace, almeno in quello.
Ormai ho dovuto fargli accettare i pannoloni, stando così tanto a letto non si controllava più. Per fortuna il tempo si mantiene asciutto, così che perlomeno quando lavo i suoi capi posso farli asciugare piuttosto in fretta, perché non ho molti cambi.

Fra poco sarà Natale, ma io sono veramente esausta, così il medico mi ha consigliato di farlo ricoverare per qualche settimana in una casa di cura, per darmi il tempo di riprendermi un po’ da queste fatiche. In questo modo potrò anche trascorrere il Natale con i ragazzi, Martina e Lorenzo, perché non mi va di fare venire loro qui con il nonno in queste condizioni, e non voglio nemmeno lasciarlo da solo una giornata intera. In questo modo si risolvono molti problemi.
Pertanto domani lo porterò in questa casa, è una casa per anziani ma medicalizzata, e hanno un reparto apposta per questi casi. Hanno posto per fortuna, sono stata fortunata a trovare subito un letto libero. Lui poverino non vorrebbe andarci, è chiaro, ma gli ho spiegato che sarà solo per pochi giorni, e che andrò spesso a trovarlo, anche se il medico mi ha detto di staccare veramente un po’ anche con la testa. Ne ho bisogno sai…

Cara zia, che dirti, è una grande tristezza vederlo appassire così, il mio forte papà. Se penso che fino a pochi mesi fa se ne andava ancora in giro in bicicletta! E ne era così orgoglioso… Ma è la vita vero? E dobbiamo accettare ciò che ci arriva, adattandoci ai cambiamenti meglio che possiamo.

Ciao cara, tu stammi bene mi raccomando. Ti abbraccio, Linda

 

Carissima, sento tutta la tua tristezza, il tuo dolore, i tuoi sentimenti

anche di paura di fronte all’inevitabile momento del distacco che si fa

sempre più vicino. Ti é di consolazione che papà tuo non soffre, si sta

spegnendo, e che tu hai trovato, senza sapere chi te l’ha data, la forza di

poter assisterlo anche nelle cose più difficili, con la più semplice naturalezza

così che anche Giorgio non ne é umiliato, sono tutte piccole grazie che

aiutano a dare al tuo Papà tutto l’amore filiale, senza sentirne il sacrificio, ma

solo quel forte desiderio di dargli AMORE, sollievo, un po’ di gioia.

Di questa casa di Sonvico ho sentito tante, tante lodi. Tutti i parenti di

persone che han dovuto essere ricoverate ne han detto bene .

Ti sono vicina con il pensiero e il cuore, ti abbraccio forte. Zia.

 

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