cara zia,
ti ringrazio tanto per le tue bellissime parole di conforto. Hai ragione su tante cose sai, e io forse sbaglio a prendermela così a cuore. Ti dirò che comunque ora va meglio, già il ritorno del sole ha influito sul mio morale, e poi si sa, il tempo guarisce tutte le ferite e aiuta a sopportare meglio i dolori.

Dei miei ragazzi, che dire? Gaia sta bene, come sai la gravidanza prosegue bene e a novembre nascerà questo primo nipotino. Sanno già che è un maschio, niente sorprese per loro. Penso di andare a trovarla appena potrò, e appena lei me lo permetterà. Sai com’è Gaia, pone dei limiti ben precisi.. anche a me purtroppo. Talvolta mi chiedo dove è andata a finire mia figlia. Non la riconosco più in questa donna che è diventata, tutta concentrata su di lei e su Daniel, sulla sua famiglia, il piccolo cerchio ristretto di loro due, tre fra poco. Ripenso al rapporto che avevo con mamma, a come eravamo amiche noi due, lei che mi diceva “non resisto più di due settimane, poi arrivo da te” e veramente piantava in asso papà e chiunque altro e veniva a trovarmi. Mi telefonava tutte le mattine, ti dico tutte, e se non mi chiamava lei la chiamavo io… No, scusa, non devo lasciarmi andare ai ricordi di lei, fanno troppo male ancora.
Ma Gaia non è lei, non sono io, lei è lei e devo accettarla così com’è. Fa male, ma è così.

Con Martina i rapporti sono diversi per fortuna, lei è più “come noi” sai, sempre dolce e attenta ai bisogni degli altri. Non per niente è diventata assistente sociale! Ora lavora per un’associazione o cooperativa, non so mai bene, che è in accordo con il comune dove risiede, che si occupa di adozioni e affidi. Proprio lì dove Martina voleva agire. Lei si occupa proprio di tenere i rapporti con i possibili genitori adottivi, gestire quelli che invece preferiscono l’affido, e valutare anche la loro possibilità di diventare genitori. E’ interessante sentirla raccontare sai, con tutti i limiti che la privacy le consente ovviamente. Ma a volte mi racconta di certe persone che ti vengono i brividi al pensiero che possa venir loro affidato un bambino!

Lorenzo prosegue la sua università, ma i rapporti con suo padre vanno di male in peggio. Malgrado Sergio si sia nel frattempo un po’ ammorbidito, rimane in fondo sempre il solito che vuole controllare le persone. L’unico modo in cui può ancora farlo con i figli (o anche con me) è attraverso i soldi, il denaro, e il potere che questo gli dà. Ha la mentalità da manager, da uomo d’affari, perché è ciò che lui è, e pensa che il mondo giri solo in questo modo. Così pretende che Lorenzo si adegui, e frequenti l’università come se facesse un piano manageriale, decidendo in anticipo che corsi frequentare e quanti e quali esami darà in un dato periodo. Ma se Lorenzo non si attiene a queste regole, sono guai, minaccia di non pagargli più la retta universitaria, di togliergli l’auto, di non pagargli più il mantenimento, e via di questo passo. Dato che si infuria ogni volta che Lorenzo non supera un esame, telefona a Martina o a me, cercando di tirarci dalla sua parte; sopratutto con me fa questo gioco, e se io gli dimostro che sto dalla parte di Lorenzo si infuria anche con me e sotto sotto mi fa capire che potrebbero esserci ritorsioni anche nei miei confronti. Ma quello che mi addolora di più e mi preoccupa è che ormai ha guastato il rapporto con suo figlio, il quale è deluso, amareggiato, si sente sconfitto nei rapporti con il padre. Ha passato una settimana fantastica in montagna con lui, ed è tornato contento del rapporto che si era instaurato in quei giorni. Ieri al telefono mi ha detto che ora pensa sia stata tutta una finzione, e non riesce più a credere che Sergio sia stato sincero in quei momenti. Si sta chiedendo chi sia suo padre…
Il quale quando mi telefona per lamentarsi per una cosa, poi ne aggiunge mille altre: perché Lorenzo non tiene pulita la sua automobile, o perché va in giro vestito come gli piace, e che lui si vergogna ad andare in giro con un figlio vestito così! Si lamenta perché tiene il celluare spento o se lo dimentica a casa, scordando che Lorenzo odia i cellulari, lo usa proprio perché non ne può fare a meno per via del gruppo con cui suona, per combinare gli orari delle prove. Ogni cosa che Lorenzo fa in modo diverso da come la farebbe lui, è motivo di recriminazioni! Con lui, con me, con Martina, con chiunque lui pensi possa dargli ragione.

Purtroppo questo suo atteggiamento ha fatto sì che non solo io non ne possa più, ma Lorenzo stesso ora non sa più cosa fare. Conosco mio figlio, fin da piccolo quando si metteva in testa una cosa non si riusciva a fargli cambiare idea; lui non fa opposizione, ma semplicemente continua a fare come vuole, come lui sente di dover fare. E’ un muro di gomma contro cui non puoi lottare. Così ora lui non si oppone al padre, se questi non vuole più pagargli l’università semplicemente smetterà di frequentare e si cercherà un lavoro, uno qualsiasi. Cosa che io non voglio succeda, perché ha diritto di poter studiare, e la filosofia gli piace così tanto… è nato per questo!

Scusami lo sfogo cara zia, le parole mi sono sfuggite di mano… ma avevo bisogno di dirlo a qualcuno sai.
Ma non stare in pensiero per me, a parte queste cose che non dipendono da me, tutto il resto va bene e io sto bene. Stiamo per entrare nel pieno della stagione, e devo raccogliere le forze per superare le fatiche di questo periodo.

Ti voglio bene, e ti abbraccio forte. Linda

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