Cara zia,

a marzo riapriremo Pentarte alla grande, abbiamo trovato altre artiste che si uniscono a noi. Per fortuna perché l’artista della stoffa si è ritirata, così sarei rimasta sola con la pittrice e non ce l’avremmo fatta. Ora invece avremo altre socie: una ceramista che fa raku (io non lo faccio più, la lavorazione è troppo faticosa ora per me), una pittrice che dipinge su stoffa, sua sorella che lavora il vetro, e una orafa. Cinque come prevede il nome! Sono molto felice di questa associazione, stiamo anche decidendo come riorganizzare lo spazio, acquisteremo due espositori che si possano chiudere per l’orafa, visto che lavora anche l’oro, per sicurezza. Poi pensiamo anche di organizzare delle mostre per altri artisti, facendoci pagare per la promozione. Non tanto, ovviamente, ma quel tanto che serva a portare gente al negozio. Insomma, tutto un fermento di idee… più teste, più creatività!

Ho anche trovato un paio di lavori extra, che sopratutto in inverno mi permettono di guadagnare qualcosa. Il primo è presso un’azienda vinicola di qui, producono la famosa Vernaccia di San Gimginano, vino bianco profumato e caratteristico della zona. I proprietari sono piuttosto anziani e malgrado siano informatizzati entrambi non sanno e non riescono a fare tutto. Io avevo messo un annuncio presso un negozio di materiali per ufficio, dove mi offrivo appunto per lavori di computer, aiuti vari, ma anche per un po’ di grafica e webdesign (sai che è la mia passione dopo la ceramica…). Così questi signori mi hanno contattato, avevano da inviare centinaia di auguri per le feste ai loro clienti e fornitori ma non riuscivano a collegare i computer con la nuova stampante. Risolto quello, mi hanno offerto di andare ogni tanto a dare una mano in ufficio. Ci andrò fino a che riapriremo il negozio, poi valuterò il tempo che mi prende.

L’altro lavoro è più interessante. Sono entrata a far parte di un’associazione che riunisce gli artisti di S.Gimignano, sai siamo in tanti qui, e siamo quasi tutti “di fuori” come ci definiscono gli autoctoni, cioè persone venute da altre città o addirittura dall’estero. L’associazione è stata fondata da Pietro e sua moglie Giovanna, due anziani ex-professori universitari.


Hanno insegnato per diversi anni lui filosofia, lei storia, ma poi si sono trovati in contrasto con il sistema scolastico e così hanno lasciato. Hanno preso su i quattro figli e sono venuti qui dove avevano amici e dove hanno acquistato un terreno con un vecchio rudere. Offrendo lezioni in cambio di mano d’opera hanno coinvolto numerosi loro ex-allievi, tutti insieme hanno ricostruito  il casale trasfomandolo nella loro casa e il fienilo in un luogo di ritrovo per lezioni, riunioni, assemblee, con alcune stanze per ospiti. In casa loro c’è continuamente un via vai di gente, intellettuali, filosofi, studenti, artisti, o semplicemente persone che cercano un rifugio dalla frenesia del mondo.

Sono diventata amica di queste due fantastiche persone, la differenza di età li rende nei miei confronti un po’ come genitori, un po’ come amici più grandi e saggi. In casa loro trovo spesso consolazione alla solitudine, conforto alle mie pene, con loro posso parlare di tutto sicura di essere ascoltata e capita, ma sopratutto trovo un confronto intelligente e sagace.
Pietro sta diventando cieco, ha usato troppo i suoi occhi per la lettura e lo studio durante tutta la sua vita, e ora sono affaticati e stanchi, e solo un trapianto di cornea potrebbe migliorare la situazione, ma lui non ne vuole sapere. Continua imperterrito a scrivere, ha una sua cooperativa editrice, pubblica una rivista di filosofia ed etica, libri e testi vari, ma da solo non ce la fa più. Così mi ha proposto di aiutarlo, lui mi detta e io scrivo al computer, gli correggo le bozze, gli scrivo email agli amici e conoscenti, ogni tanto gli faccio anche qualche commissione. Lui continua a guidare con la sua vecchia Panda, ma solo sulla tratta casa-San Gimignano che conosce a memoria, e vedessi come corre pure! Tutti temiamo che un giorno o l’altro sbagli a infilare una curva… ma finora non è mai successo.
Mi piace lavorare per lui, parliamo anche molto, e spesso mi invita poi a fermarmi a pranzo da loro così che mi intrattengo anche con Giovanna. Quando me ne vado da lì sento la mia anima più leggera e ho dentro una gioia e una leggerezza che non so descrivere.

Quindi vedi cara zia che me la sto cavando, una volta di più mi sono rialzata dalla polvere e ho ripreso la mia strada.
Ti abbraccio forte, e a presto.
Linda

N.B: Pietro M. Toesca, intellettuale e filosofo – éupolis –  Maestro di utopie –

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2 pensieri su “2004, febbraio

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