Cara zia,

non ti devi assolutamente scusare per non avermi risposto subito. La vita al giorno d’oggi è sempre tanto frenetica e ci intrattiene tutti molto con tutte le sue richieste e impegni vari, e so perfettamente di come le ore ci sfuggano fra le dita senza che quasi ce ne accorgiamo. L’importanteè sapere che siamo sempre nel cuore di chi ci vuole bene, e io lo so di essere nel tuo come tu sei nel mio.

Io purtroppo non so così bene come in un primo momento vi ho fatto credere. Non so perché, forse per non addolorare chi mi vuole bene, forse per un falso bisogno di mostrare al mondo una facciata sempre rosa (come mi diceva il caro zio, “tu L. vedi sempre il mondo in rosa”…), ho sempre dato agli altri questa impressione di forza d’animo e di carattere, di persona combattiva e volitiva, mentre dentro di me sono spesso una bambina spaventata dalle difficoltà della vita, e sola, terribilmente sola.
E’ vero che ho sempre saputo rialzarmi dalle cadute, scrollarmi la polvere d’addosso e ricominciare a camminare. L’ho saputo fare e di sicuro ancora lo farò. Ma questa volta voglio permettermi il lusso di piangere tutto il mio dolore, di vivere tutta la mia tristezza e la mia solitudine. Solo così forse ne verrò fuori una volta per tutte, e imparerò a non aspettarmi più la salvezza dagli altri ma a cercarla solo dentro di me.

Così ora sono qui a confrontarmi con la delusione di essermi sbagliata a giudicare M., con il rimpianto per i giorni felici che abbiamo passato insieme, con i momenti belli di questa nostra forse breve ma comunque importante storia, e la tristezza è tanta, perché pensavo di aver trovato finalmente un compagno con il quale vivere questo mio futuro, questi anni che dovrebbero essere liberi da preoccupazioni e pensieri, e accorgersi di essermi di nuovo sbagliata fa male, tanto male.
Inoltre mi ritrovo a confontarmi con la difficoltà economica e la mancanza di soldi, sempre e perennemente; ed essere parca e condurre una vita semplice accontentandomi del poco che ho non basta più. Ecco che avere un amico al fianco in questi momenti aiuta, la povertà condivisa diventa ricchezza, e il futuro fa meno paura in due.
E prima c’era la sua compagnia, le telefonate quotidiane, le gite in Liguria, le chiacchiere, i film guardati insieme, i pomeriggi passati accompagnandolo a pescare, il lavoro condiviso, sopratutto prima eravamo in due e ora sono sola. Ora la sera non so a chi raccontare cosa mi è successo durante il giorno.

Mi dispiace scriverti queste cose tristi, ma non voglio più che mi pensiate allegra e felice se invece non lo sono. Passerà, lo so che passerà, come tutto nella vita prima o poi passa. Fra poco andrò a trovare Gaia in Canada, e già l’idea mi riempie di gioia e di trepidante attesa. E poi ci sono Lorenzo e Martina così tanto cari e affettuosi con me. Hai ragione quando dici che ho saputo “lasciar andare” i miei figlioli per il mondo, e di questo sono fiera, così come sono fiera di loro.
E poi ho parecchie relazioni di lavoro soddisfacenti, e interessi variegati; e poi ho il pianoforte che in questo momento è veramente un toccasana: quando mi siedo alla tastiera e suono mi rassereno profondamente.
Così vedrai che presto ritroverò la mia serenità di sempre, devo solo aspettare…

Ti abbraccio con tanto affetto. Linda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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3 pensieri su “2003, ottobre

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