Carissima zia,

mi rendo conto che è tantissimo che non ti faccio avere mie notizie. Come sai è da un anno che abitiamo, io e i ragazzi, a Milano. Ho avuto la fortuna di trovare un bellissimo appartamento a due passi dal mio laboratorio-negozio, ma veramente a due passi. E’ un appartamento grande, al primo piano di una palazzina di cinque. Un po’ come tutte le case qui intorno che sono solo di tre o quattro piani, è il cosidetto quartiere “cinese” perché ci vivono tantissimi cinesi.
Ho un ingresso grande quadrato, un po’ come quello della mamma, un bel soggiorno con una grande finestra molto luminosa, la cucina, una stanzetta che usiamo come studio e camera per ospiti, con un bagno di servizio. Poi separati da un corridoio ci sono tre camere, una per ognuno di noi, e il bagno grande. C’è anche uno sgabuzzino, molto comodo in un appartamento, dove i gatti cercano sempre di infilarsi a curiosare e bisogna stare attenti a non chiuderli dentro.
Le camere mia e di Martina danno sulla strada e hanno le porte-finestre con righiere, dove ho appeso delle cassette con i fiori, che dalla strada danno un tocco di gentilezza. Ho anche un piccolissimo balconcino fuori dalla cucina, che ho praticamente riempito di fiori. Devo ammettere che mi manca molto il giardino, ma poi quando penso al lavoro che mi dava mi consolo un po’. Mi basterebbe avere un pezzetto piccolissimo di verde tutto per me, o un bel balcone grande, ma non sulla strada però!
Ci stiamo bene in questa casa, è a misura nostra e anche i gatti si sono abbastanza ambientati. Poi è talmente comoda! Lorenzo ha la scuola in fondo alla strada, saranno si e no cinquecento metri; siamo servitissimi con i mezzi pubblici, anche Martina è comoda per andare alla sua Università. Io poi non parliamone, devo solo girare l’angolo in fondo alla strada e sono praticamente arrivata.

Martina ha terminato il secondo anno all’università, ha ancora un anno e poi sarà assistente sociale. Durante l’anno ha fatto anche del tirocinio, sempre inerente il suo futuro lavoro, e devo dire che ha proprio scelto la strada giusta. Le piace molto quello che fa e che farà, e sopratutto ne è veramente portata. Il suo carattere così razionale e pragmatico l’aiuta a mantenere il giusto distacco emotivo dalle situazioni che deve gestire.
Abbiamo un bel rapporto di scambio reciproco, e in casa ci dividiamo le incombenze senza problemi, e per me è un bel aiuto. Abbiamo dovuto imparare a gestire la casa in modo diverso: per esempio fare la spesa qui a Milano all’inizio mi era difficoltoso, al paese c’era il piccolo supermercato dove trovavo tutto, e che mi portava anche la spesa a casa, bastava una telefonata. Poi ogni tanto con l’auto si andava al grande supermercato poco lontano, per la spesa grossa. Qui ho dovuto girare un po’ con l’auto per trovare un supermercato grande con anche il parcheggio, e nel mio quartiere c’è qualche negozio ma se devo andare in uno per il pane, un altro per la frutta e verdura, un terzo per la carne o i formaggi… perdo troppo tempo e con il lavoro non ce la faccio.

Gaia abita anche lei non lontano da qui, forse dieci o quindici minuti a piedi, così che ci vediamo piuttosto spesso. Ogni tanto la vedo spuntare con la bicicletta davanti al mio negozio, che passa a farmi un saluto. Poi viene a cena da noi di tanto in tanto, o a pranzo il sabato e spesso approfitta di un passaggio con l’auto per la sua spesa grossa.
Sta finendo la scuola anche lei, finalmente. A fine giugno avrà gli esami finali per diplomarsi come interprete e traduttrice, in inglese e francese. Ha sempre il suo fidanzato canadese, e dopo gli esami volerà da lui in Canada. Quando ad agosto anche lui avrà terminato la sua università, torneranno qui e decideranno cosa fare. Probabilmente si sposeranno, anche per semplificare le questioni burocratiche e poter trovare lavoro uno nel paese dell’altro.
Queste stupide leggi degli uomini, che fanno sì che un essere umano non possa decidere dove andare a vivere senza dover chiedere permesso a qualcuno! Io queste cose proprio non le capisco! Qui a Milano ho conosciuto tanti stranieri, e ho toccato con mano l’assurdità di certe leggi, e come si complica la vita a queste persone che chiedono solo di avere la possibilità di lavorare e mantenersi in modo dignitoso, cosa che magari nel loro paese d’origine non possono fare per svariati motivi.

Ma torniamo a noi. Stavo parlando di Gaia, che non è più la dolce e tranquilla Gaia di quando era piccola. O cioè, lo è ancora ma non solo, è diventata anche una donna (ormai ha venticinque anni) determinata e grintosa, sopratutto in ambito lavorativo. Anche lei ha trovato finalmente la sua strada – ricordi quando voleva fare la D.J in Norvegia? – le piace molto fra l’interprete e le riesce molto bene. Mi fa piacere che faccia quello che avrei voluto fare io quando avevo diciotto anni, e che le difficoltà economiche della mia famiglia mi hanno impedito di fare.
Lei si è anche scoperta più uguale a suo padre di quanto credesse, e ha imparato così ad andarci d’accordo. Tutte e due hanno imparato, e ora vanno molto più d’accordo di quando vivevano insieme. Anche Sergio vive a Milano, e questo facilità le cose a tutti. Spesso Lorenzo va a cena e si ferma a dormire dal papà, di solito al sabato, così poi la domenica lui l’accompagna alla partita di pallone.

Lorenzo gioca come portiere in una squadra di calcio, ed è molto appassionato. E’ diventato molto alto, è più alto di me ed porta il 44 di piede! Non litiga quasi più con Martina, e non devo più rimproverarlo ogni momento per il suo disordine. Anche a scuola va bene, finalmente. Forse anche lui ha trovato la “sua” scuola, frequenta il primo anno della scuola per grafici pubblicitari. Fa molto disegno, fotografia, computer, pubblicità. Tutte materie artistiche che a lui piacciono molto e per le quali è molto portato. A casa abbiamo da natale un computer nuovo, quello con il quale ti sto scrivendo, e lui lo sa usare già meglio di tutti noi. Quando io non so fare qualcosa chiedo a lui per farmelo spiegare! E’ proprio un ragazzo di questi tempi…ma per fortuna è ancora cucciolone e ogni tanto viene ancora ad abbracciarmi.
E’ pur vero che i cambiamenti degli ultimi anni per lui sono stati importanti, ma mi sembra che ne stia venendo fuori bene. Bisogna dargli fiducia e tempo.

E di me, che posso dirti? Che non mi faccio più sentire, che non vengo più a trovarti, che non scrivo più… E’ vero, ma è come se improvvisamente la vita mi avesse preso nella sua spirale e mi ritrovo in un altra strada, con degli altri impegni, altri interessi, che mi tengono occupata e non mi lasciano tempo per altro. Da qualche anno ho preso letteralmente la mia vita nelle mie mani, e ho scoperto che mi piace ma che è anche faticoso. A volte vado a letto la sera con il pensiero di come far quadrare i conti, oppure di un impegno di lavoro che ho preso e di come posso risolvere quel problema, e mi rigiro nel letto e tardo ad addormentarmi. Altre volte mi piomba addosso una sorta di depressione e mi demoralizzo perché la strada che ho scelto, la strada dell’arte, è così difficile, soprattutto in Italia, e mi viene voglia di abbandonare tutto. Ma poi mi dico no, questo è quello che mi piace fare e che voglio fare, pazienza se non vendo, le faccio per me le mie sculture! E quindi vado avanti.
Poi mi consolo anche pensando a tutte le persne interessanti che facendo questo lavoro ho conosciuto, a quelli che mi sono diventati amici, e con i quali ho instaurato un rapporti di amicizia, o di collaborazione; e se mi guardo indietro a quei primi vasetti, a quei primi tentativi di mettere la mia essenza dentro quell’argilla da plasmare, mi dico che sono stata proprio brava e coraggiosa, e sono orgogliosa di me stessa.

Ho anche avuto la fortuna di incontrare una persona che ha riportato un po’ di amore nella mia vita, è un africano immigrato in Francia e ora trasferitosi in Italia. E’ un’artista anche lui, è scultore e lavora il legno, ma in Africa lavorava l’avorio. Mi ha mostrato alcune opere che ha realizzato in avorio, di una bellezza commovente!
Mi piace passare del tempo con lui, mi racconta molto del suo paese, del suo villaggio, di quando era bambino, di come viveva in libertà con tantissimi fratelli e sorelle (suo padre ha avuto varie mogli) e di quando andavano nei campi ad aiutare i genitori, e molto altro ancora. Sai che io ho sempre avuto passione e amore per l’Africa e le sue genti, le sue tradizioni, per non parlare della sua splendida arte primitiva! Così mi piace molto sentirlo raccontare, e sto scoprendo tanto su questo paese e sulle sue tradizioni.
Lui è una persona molto seria, solitario, con un grande rispetto per gli altri. Se avesse potuto studiare probabilmente sarebbe diventato un diplomatico, gli piace molto la politica che segue con passione su giornali e televisione e spesso ne parliamo insieme.

Ecco, credo di averti detto tutto per ora, di averti aggiornato sulla mia vita attuale. Forse potrei aggiungere due parole di papà, ma posso dirti poco, solo che sta bene anche se inizia anche lui a sentire il tempo che passa. Le gambe pare non lo reggano più come una volta, fa più fatica a recuperare se la sera fa più tardi del solito. Ma complessivamente sta bene, è sempre impegnato con il suo teatro e quando lo cerco al telefono non lo trovo mai…e devo richiamarlo diverse volte prima di trovarlo in casa. Ma sono contenta per lui, e per me, perché se lo so occupato so che sta bene e non mi devo preoccupare.

Ciao cara, ti abbraccio con affetto, a presto. Linda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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