Carissima zia,

proprio stamattina pensavo a te e mi dicevo che è tantissimo che non ti dò mie notizie, e pensavo di scriverti, e quando sono tornata a casa ho trovato nella cassetta della posta la tua letterina. Questa si chiama “telepatia”!

Allora, ora cerco di aggiornarti un po’ su di noi. Ho realizzato finalmente il mio sogno di questi ultimi anni, e ho aperto un laboratorio di ceramica. Ho affittato un locale in centro al paese, un negozio con vetrina, e quello è ora il mio regno. Ho un tornio imprestatomi dalla mia cara amica Liliana, che lei non usava più, e ora è praticamente come mio. Ho poi acquistato un forno per ceramica, molto grande, e ho montato diversi scaffali in legno, un grande tavolo nel centro del locale per lavorare, e poi argilla di vario tipo, smalti, colori, attezzi vari.
E lavoro. Realizzo vasi al tornio, a mano, oggetti vari, mi diverto a fare animali, gatti sopratutto, e poi posaceneri, ciotoline, grandi piatti, e ora inizio anche a modellare sculture, figure umane. Mi diverto tantissimo, quando sono lì il tempo vola, non mi rendo conto delle ore che passano. E poi è bello perché essendo sulla piazzetta del paese con di lato il fruttivendolo, di fronte il piccolo supermercato, la gente che va a fare la spesa mi passa davanti, si ferma a guardare, entra a salutarmi e a curiosare, e non è mai noioso stare lì.
Una volta alla settimana tengo un corso ai bambini delle elementari. Solo sei perché di più non ce ne stanno, e poi sarebbe troppo difficile seguirne di più. Ma quei sei che vengono sono entusiasti, non perdono una lezione nemmeno se hanno la febbre, e si divertono un mondo! Mi lasciano uno studio che è tutto da ripulire, ma…non fa niente. Io recupero così un po’ di soldini, che con tutte le spese che ho sostenuto finora non guastano, faccio esperienza e loro si divertono.
Quando sarò un po’ più brava e mi sentirò un po’ più sicura di me, terrò dei corsi anche per gli adulti, per le signore annoiate che non sanno cosa fare del loro tempo. Nel frattempo spero di iniziare a vendere qualcosa, sopratutto ora che siamo vicini a Natale.

Anche Lorenzo naturalmente viene a trovarmi nel mio studio, e si diverte con la creta. Come tutti i bambini ha una manualità istintiva, e fa dei dinosauri bellissimi. E’ andato al cinema con il papà a vedere il famoso film Jurassik Park e gli è tornata la voglia dei dinosauri. Con un suo amico fanno a gara a chi li fa più mostruosi!
Ora ha dieci anni, e ogni tanto te lo fa rimarcare dicendoti “guarda che non sono più un bambino piccolo sai!” Ma poi per fortuna se ne dimentica e viene ancora a cercare le coccole. Però sta proprio crescendo e te ne accorgi in tante piccole cose. Inizia ad apprezzare la musica dei grandi, al suo compleanno gli ho regalato una radio con musiccassette e ora si fa imprestare le cassette di musica da sua sorella Martina, e se le ascolta in camera sua con la porta chiusa. Probabilmente balla perfino, ma non vuole farsi vedere…

Martina ha ormai sedici anni ed è una signorina. Ha sempre un mucchio di ragazzi che le girano intorno, tanti amici e amiche, e non si fa troppi problemi di cuore, perso un ragazzo se ne fa un altro! A scuola va bene, frequenta il terzo anno del liceo classico. Ha un po’ di difficoltà con il latino e il greco, e dato che io non ho studiato queste lingue non posso fare altro che capirla e aiutarla come posso. In casa è adorabile e mi aiuta, segue Lorenzo nei compiti, chiacchiera con me, abbiamo un buon rapporto. Sono molto contenta di lei, direi quasi che si è aperta di più da quando Gaia è uscita di casa. E’ come se Gaia con la sua esuberanza non le lasciasse lo spazio per trovare il suo posto in famiglia.

Gaia sta sempre nel suo piccolissimo monolocale in città. Va all’università, ora si è iscritta a Torino a psicologia, ma studia a casa e va a Torino solo per dare gli esami. E’ molto contenta (per ora…) della sua scelta, pensa di aver finalmente trovato la sua strada; vorrebbe poi forse lavorare con i bambini, che a lei sono sempre piaciuti in modo particolare. Vedremo. Per ora si è presa un gatto, tutto nero, e si dividono quel poco spazio del monolocale sotto i tetti di Milano. Quando viene a casa nel fine settimana se lo porta con sé, ma il problema è che anche noi abbiamo una gatta, e i due non vanno propriamente d’accordo.

Ovviamente suo padre non approva, né la scelta degli studi né il gatto. Lui ha bisogno di sapere che le cose non diano problemi, siano in ordine, o bianche o nere, non riesce ad accettare che ci siano anche vie di mezzo.
Sai le cose fra di noi non vanno più tanto bene… Sto iniziando a pensare che forse lui non era l’uomo per me né io la donna per lui. Forse lo siamo stati per un periodo della nostra vita, ed è andato bene allora. Ma ora non più. Lui l’uomo forte, determinato, anche aggressivo nei confronti della vita, che si fa strada nel lavoro a scapito degli affetti famigliari. Io a casa come una vestale, a tenergli in ordine la casa, curargli i figli, occuparmi della parte emotiva e sentimentale della famiglia, a parare i suoi colpi nei confronti dei figli che crescevano diversi da come lui avrebbe voluto, a smorzare la sua autorità dove potevo, a dire sempre di sì e chinare la testa pensando “passerà”. Ad aspettare che torni a casa e si ricordi di me.
In questo modo ho fatto anch’io i miei sbagli, la mia parte di errori, perché non ho saputo oppormi quando avrei dovuto. Ora sto imparando, ma forse è troppo tardi.

Con questo non è che abbiamo deciso di lasciarci, almeno per ora, è solo che stiamo imparando a vivere in un modo diverso il nostro rapporto. Per me lui non è più la persona più importante, come lo era una volta, forse troppo, l’avevo messo al centro del mio mondo. Ma se per me questo è più facile ora, perché dopo tanto soffrire in silenzio ora me ne sono fatta una ragione, e sto apprezzando il fatto di bastare a me stessa e di essere padrona della mia vita, per lui è stato un vero e proprio sconvolgimento. Prima di tutto perché non se lo aspettava, per lui tutto andava bene come sempre, poi perché io l’ho messo in discussione, anche criticandolo, e lui ha dovuto guardarsi dentro e ccorgersi di quanto cose non andavano; inoltre si è resto conto che da parte mia i sentimenti verso di lui sono cambiati, l’amore come lui credeva non c’è più. C’è ancora l’affetto, l’amicizia, il piacere di fare certe cose insieme, ma l’amore, la passione, quella non c’è più. E’ triste, lo so, ma è la verità.
Per fortuna io ho i mei tre bellissimi bambini con i quali ho un rapporto stupendo, e il mio nuovo lavoro-passione che mi dà tanta gioia.

Abbi cura di te, mi raccomando. Ti abbraccio, tua Linda

 

 

 

 

 

 

 

 

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Un pensiero su “1993

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