cara zia,

è finita, Sergio se ne è andato. Da oggi siamo legalmente separati. Mi accorgo ora che questa soluzione era nella mia mente, nel mio inconscio, già da molto tempo, ma non la lasciavo affiorare per paura. Ero intrisa di paura. Bloccata dalle mie paure. “La paura nasconde il desiderio” mi diceva l’analista. Ed è vero!

Ci sono giorni in cui mi sento sola, mi manca la parte affettiva, ma so che è il prezzo che devo pagare per questa libertà. Per il resto me la cavo egregiamente, e sono molto fiera di me stessa. In fondo è quasi tutto come prima, non lo vedevo quasi mai nemmeno prima, lui sempre via al lavoro tutto il giorno e nel fine settimana con gli amici a fare sport da qualche parte. Quando ci vedevamo erano litigi o ci ignoravamo. Perlomeno ora non mi sento di fargli sa serva, a raccattare i suoi vestiti sparsi per casa, lavargli calzini e mutande, stirargli le camice, preparargli cene che lui non vuole.

Per il resto continuo a fare tutto io come sempre: porto Lorenzo a scuola, agli allenamenti di pallone, gli faccio fare i compiti e vado alle riunioni scolastiche, gestisco i suoi amici, gli medico le ferite del corpo e dell’anima.
Accompagno le figlie dalle amiche o a scuola-guida, a teatro o alla stazione del treno, ascolto le loro confidenze e le loro scemenze, mi preoccupo di cosa mangiano e di chi frequentano.
Tengo in ordine la casa, i vestiti, cucino e faccio la spesa, taglio l’erba e curo l’orto, accudisco al cane, al criceto, al gatto quando c’era. Pago i conti, lavo l’automobile e la porto dal meccanico, e mille altre incombenze quotidiane.

E’ triste che sia finita, lo so, una volta non avrei mai ammesso che il mio matrimonio non fosse più che riuscito. Ora no, ora accetto la realtà, so che non tutto è colpa sua e nemmeno mia, ma comunque non c’è niente di cui vergognarsi ad ammetterlo. Eravamo troppo diversi e ora è finita.

I ragazzi stanno abbastanza bene, sono più rilassati e sereni, ora che non vivono più sotto l peso del loro padre-padrone, e lo vedono meno ma meglio. Lorenzo sta iniziando a trovare il suo lato più dolce, più femminile: scrive poesie a suo modo molto dolci, e ha espresso il desiderio di imparare a suonare la chitarra.
A volte sorge in me una sorta di rimorso, di senso di colpa nei loro confronti. Ma poi li guardo, li vedo ridere a crepapelle, invitare gli amici in casa a tutte le ore, ascoltare la musica a tutto volume in camera loro, e mi dico no, è così che doveva andare.

Ciao cara, ti abbraccio, Linda

 

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